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Tumore al Seno

Il tumore al seno è la neoplasia più frequente nelle donne, riguardando quasi la metà (45%) delle diagnosi di tumore. In Italia, nel 2024 sono state stimate oltre 53.000 casi nella popolazione femminile (fonte: I numeri del cancro in Italia 2024, AIOM-AIRTUM). Il rischio medio di sviluppare un tumore al seno per una donna senza predisposizioni genetiche specifiche è compreso tra il 10% e il 12%.

La diagnosi precoce e lo screening regolare sono fondamentali per aumentare le possibilità di guarigione e ridurre i rischi di progressione della malattia.


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Che Cos’è il Tumore al Seno?

Il seno è costituito da ghiandole, dotti e tessuto adiposo. Il tumore al seno origina da una crescita anomala e incontrollata delle cellule dei dotti o delle ghiandole mammarie.

Tipologie di Tumore al Seno

Esistono diverse tipologie di tumore della mammella, che si distinguono in base alla zona di origine e al potenziale di diffusione:

Tumori Invasivi

  • Carcinoma duttale invasivo – il più comune (circa 80% dei casi nelle donne). Origina dai dotti lattiferi e può diffondersi nel tessuto circostante.
  • Carcinoma lobulare invasivo – origina dalle ghiandole produttrici di latte, spesso si manifesta con ispessimento o aumento di densità del seno più che con un nodulo palpabile.

Tumori Non Invasivi

  • Carcinoma duttale in situ (DCIS) – rimane confinato ai dotti lattiferi, senza diffondersi nel tessuto circostante.
  • Carcinoma lobulare in situ (LCIS) – non invasivo, ma rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo futuro di un tumore invasivo.

Forme meno comuni

  • Malattia di Paget del capezzolo – interessa i dotti del capezzolo e la pelle circostante, causando arrossamento e irritazione.
  • Carcinoma mammario infiammatorio – forma aggressiva che provoca gonfiore e arrossamento diffuso del seno.
  • Angiosarcoma del seno – origina dalle cellule dei vasi sanguigni o linfatici, raro e spesso legato a trattamenti radioterapici precedenti.

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Quali Sono i Sintomi del Tumore al Seno?

I segni del tumore della mammella possono variare, ma i più comuni includono:

  • Alterazioni della pelle, come arrossamento o aspetto a buccia d’arancia.
  • Cambiamenti nella forma o nelle dimensioni del seno.
  • Dolore o prurito al seno.
  • Presenza di un nodulo o ispessimento del tessuto mammario.
  • Rientramento o secrezione del capezzolo.

È importante eseguire regolarmente l’autoesame del seno e, in caso di sospetti o cambiamenti, rivolgersi prontamente a uno specialista.

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Come si Diagnostica il Tumore al Seno?

Il percorso diagnostico inizia spesso con un controllo clinico del seno, effettuato da un ginecologo o da un senologo. Durante la visita, lo specialista valuta eventuali noduli, ispessimenti o alterazioni del tessuto mammario e dei capezzoli. Il colloquio con il medico consente inoltre di raccogliere informazioni importanti sulla storia familiare, sui fattori di rischio e su eventuali sintomi riferiti dalla paziente.

Gli strumenti diagnostici principali includono:

  • Mammografia – è l’esame radiologico più efficace per individuare tumori in fase iniziale, anche prima che siano palpabili. La mammografia digitale ad alta risoluzione consente di rilevare microcalcificazioni e piccole masse sospette.
  • Ecografia mammaria – utile soprattutto in donne giovani o in casi di tessuto mammario denso, permette di distinguere tra noduli solidi e cisti.
  • Risonanza Magnetica (RM) del seno – indicata in casi selezionati, ad esempio in pazienti ad alto rischio genetico, o per valutare meglio lesioni già individuate da altri esami.
  • Biopsia mammaria – se gli esami strumentali rilevano un’area sospetta, si procede al prelievo di tessuto per l’analisi istologica, che conferma la presenza o meno di cellule tumorali e ne definisce il tipo e le caratteristiche biologiche.

La combinazione di esami clinici, strumentali e istologici consente di individuare il tumore della mammella in fase precoce, definire l’estensione della malattia e pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

La diagnosi precoce del tumore al seno è fondamentale per aumentare le possibilità di guarigione e ridurre il rischio di progressione della malattia. A differenza di altre patologie, molti tumori mammari iniziano senza sintomi evidenti, rendendo lo screening regolare uno strumento essenziale per la prevenzione secondaria.

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Come si Cura il Tumore al Seno?

Il percorso terapeutico per il tumore della mammella è altamente personalizzato e dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Estensione della malattia.
  • Età della paziente.
  • Eventuali patologie associate.
  • Preferenze della paziente riguardo alla conservazione del seno.
  • Tipo e lo stadio del tumore.

L’obiettivo è sempre quello di eliminare il tumore, preservare la qualità della vita e, quando possibile, la funzionalità del seno.

Le principali opzioni di trattamento includono:

Chirurgia

La chirurgia rappresenta il trattamento principale nei tumori in fase iniziale o localizzata. La scelta del tipo di intervento dipende dall’estensione della lesione e dalle caratteristiche della paziente.

  • Chirurgia conservativa (quadrantectomia o lumpectomia) – consiste nell’asportazione del solo tessuto tumorale e di una piccola porzione di tessuto sano circostante. Questa tecnica permette di conservare gran parte del seno, riducendo l’impatto estetico e psicologico.
  • Mastectomia – prevede l’asportazione completa del seno e, in alcuni casi, anche dei linfonodi ascellari o di tessuti circostanti se coinvolti dal tumore. Può essere associata alla ricostruzione immediata o differita per ripristinare la forma del seno.

Chemioterapia

La chemioterapia utilizza farmaci specifici per bloccare la crescita e la diffusione delle cellule tumorali. Può essere somministrata in diversi momenti:

  • Neoadiuvante – prima della chirurgia, per ridurre le dimensioni del tumore e facilitarne l’asportazione.
  • Adiuvante – dopo la chirurgia, spesso in combinazione con la radioterapia per ridurre il rischio di recidiva.
  • Palliativa – nei casi avanzati o metastatici, per alleviare i sintomi e migliorare la qualità di vita.

Radioterapia

La radioterapia utilizza radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule tumorali rimaste dopo la chirurgia o per trattare lesioni non operabili. Può essere:

  • Complementare alla chirurgia – per ridurre il rischio di recidiva locale.
  • Trattamento esclusivo – nei casi in cui la chirurgia non sia possibile.
  • Radio-chemioterapia – in combinazione con farmaci chemioterapici per aumentarne l’efficacia.

Le tecniche moderne di radioterapia, come la radioterapia stereotassica, permettono di concentrare la dose sulle aree tumorali, risparmiando i tessuti sani circostanti e riducendo gli effetti collaterali.

Terapie Mirate e Ormonali

Alcuni tumori del seno presentano specifici recettori o alterazioni genetiche che possono essere bersagliate con farmaci mirati o terapie ormonali.

Questi trattamenti agiscono bloccando i segnali di crescita delle cellule tumorali e sono integrati nel percorso terapeutico in base al profilo biologico del tumore.

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Revisione gennaio 2026.